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La storia a passi di danza

Quando ero universitaria, nell'altro secolo, frequentando un corso di antropologia culturale scoprii che c'è un popolo che scrive la sua storia piantando alberi: ad ogni avvenimento importante della tribù, corrisponde una pianta, che aiuta così a tramandare la memoria storica della gente. La cosa mi aveva molto affascinato, ma pensandoci bene non c'è cultura che non usi la costruzione di oggetti o edifici per immortalare il proprio passato. Nemmeno i quechua sono esenti, e questo me lo ha dimostrato una felice visita al Museo del Socavòn in Oruro.
Attiguo all'omonimo Santuario mariano costruito sopra le miniere, il Museo non è tanto grande, ma gli oggetti esposti hanno un gran fascino, soprattutto quelli legati al famoso carnevale di Oruro. In compagnia di suor Iliana, ci facciamo guidare da un giovane molto preparato, che davanti al costume dei Morenos ci racconta il significato di questa danza così bella e particolare.

i nostri ragazzi vestiti da Morenos per la festa dell' Indipendenza, il 6 agosto
La Morenada è una musica abbastanza quadrata nel suo ritmo: TU...TU...TUTUTU... Non so se rendo l'idea, comunque google o YouTube vi potrà aiutare in questo. Anche la successione degli accordi è abbastanza fissa, in tonalità minore. Nonostante la gran cassa batta inesorabilmente il TUTU di prima, la musica dei flauti è tutt'altro che quadrata, è sinuosa, oserei dire, e accompagna il movimento "arrotondato" dei Morenos (il pensiero va al piccolo Jonhy, che arriva alla mensa stremato, dopo aver provato per ore la morenada: il movimento circolare del corpo è faticoso anche per un ragazzo pieno di energia come lui!). Spero di non avervi tediato con queste considerazioni, ma ci tenevo dirvele, perché sono simpatizzante di questa danza/musica. Cosa c'entra la storia, allora, con questa digressione musicale? Nell'origine di questa danza, inventata dagli indigeni in piena epoca coloniale.

Arrivati gli Spagnoli, inizia l'epoca della colonia, e con la scoperta dei minerali nelle ricche alture delle Ande, comincia la febbre dell'oro e dell'argento, per la cui estrazione si fanno arrivare grandi quantità di schiavi deportati dall'Africa.
La Morenada racconta questo evento storico con gli occhi dei quechua: mettetevi nei panni di queste persone che vedono arrivare uomini dalla pelle scura, incatenati, stremati dal soroche (il "Mal de altura"). Per questo le facce delle maschere hanno gli occhi quasi fuori delle orbite, sono nere e le raganelle (matracas in castellano) sono suonate a tempo per ricordare il rumore delle catene. L'incontro con il diverso avuto con gli europei è stato certamente shockante in ogni senso, ed ora arriva un "altro" ulteriormente differente e in condizioni di vita molto basse.

i morenitos nella festa ella Candelaria fanno un passo simile alla Morenada
e usano le raganelle, mentre accompagnano Gesù Bambino all'incontro della Madonna
La Morenada è veramente preziosa: è un pezzo di storia scritta da chi non ha la scrittura e non ha il potere di impugnare la penna (bisogna arrivare al 1600 per avere le cronache di Guaman Poma de Ayala, indigeno che scrive al re di Spagna, e comunque si tratta di un caso più unico che raro).
Di solito la storia è scritta dai vincitori, da chi detiene il potere. Qui è tramandata a passi di danza, dai testimoni del passaggio degli schiavi in Bolivia (oggi è rimasto un gruppo esiguo di afro discendenti nel Dipartimento di La Paz). La danza: così importante per la vita andina, nei rituali, nelle preghiere. Così importante anche per poter esprimere la propria impressione sui tempi che corrono, e immortalarli per i secoli a venire. Dopo 500 anni, questo modo di scrivere la storia si è dimostrato molto efficace e duraturo.
Godetevi la Morenada in questo video:


La storia a passi di danza La storia a passi di danza Reviewed by Stefania Raspo on 01:00 Rating: 5

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