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La Consolata di Castelnuovo

Per una missionaria della Consolata che entra nel Santuario della Madonna in Torino, ha l'impressione netta che tutto sia nato da lì: la vocazione di Padre di missionari del Beato Allamano è stata coltivata davanti a Gesù Eucaristico e all'icona della Consolata.

particolare dell'icona della Consolata in Castelnuovo 

In realtà, vivendo per un tempo a Castelnuovo Don Bosco, ho scoperto che l'incontro tra Giuseppe Allamano e la Consolatrice degli afflitti è avvenuto molto prima, quando lui era ancora un bambinetto.
La cosa mi ha fatto sorridere, perché qui il paese è tappezzato da questo slogan: "Tutto è partito da qui", in occasione del Bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Si vede che Castelnuovo ha la forza di far nascere cose importanti nel cuore della gente, non per niente si vanta di essere il paese dei Santi (ma di questo ne parleremo in altra occasione).

interno della cappella

Ritorniamo al lontano 1899: il canonico Allamano è rettore alla Consolata, e nel suo lavoro intenso e fiducioso nella Provvidenza di Dio, sta restaurando il Santuario mariano e lancia alcune iniziative per ravvivare la devozione della Madonna nei torinesi, tra queste c'è la pubblicazione del Bollettino "La Consolata". Tra i primi numeri della giornalino, troviamo un articolo proprio di Giuseppe Allamano, il quale ricorda la chiesetta della Consolata al suo paese natale, Castelnuovo. Essa accoglie la gente semplice del quartiere basso del paese, i malati che fanno fatica a salire sulla collina dove si trova la chiesa parrocchiale. Egli ricorda come la mamma, quando aveva qualche problema o veniva a conoscenza di persone in difficoltà, mandava di corsa il piccolo Giuseppe alla chiesetta a pregare ed accendere una candela.

la cappella in via Barosso, con la sua piccola torretta campanaria
Si capisce che l'amore e la fiducia nella Consolata sono nati molti anni prima dell'incarico di Rettore -- che l'arcivescovo di Torino gli ha affidato quando ancora era prete giovanissimo e che ha portato avanti fino alla morte.

Oggi, 150 anni dopo, la chiesa della Consolata a Castelnuovo continua ad accogliere i devoti della Madonna che vengono numerosi per la novena e per la festa con la processione. Quasi mimetizzata in mezzo alle case di via Barosso,  oggi come allora si riconosce solo per la piccola torretta della campana, e non so come mai, ma subito mi ha fatto pensare alle nostre semplici case di molte missioni, in mezzo alla gente. L'icona della Consolata è molto antica e bella: lo sguardo della Madonna sembra che ti segua bonario, ed invita ad un dialogo filiale.

I Castelnovesi si dimostrano molto devoti a Maria: già nel mese di maggio numerosi gruppi di cristiani si sono riuniti tutti i giorni del mese per pregare insieme il Rosario, ed ecco che in giugno gli onori vanno alla Madonna Consolata.

La Novena è stata animata eccellentemente da P. Giampaolo, missionario della Consolata in Corea del Sud, che ci ha spiegato ogni giorno un particolare dell'icona. Un bel gruppo di persone, stipate nella piccola cappella o sedute fuori sulle panche ha accompagnato i 9 giorni di preghiera, quindi il sabato sera 13 giugno (la novena si fa tradizionalmente prima del 20 giugno, per permettere alla Parrocchia di partecipare alla processione solenne di Torino nel giorno della festa) la devozione a Maria è culminata con la fiaccolata nelle vie del paese: camminando per le strade - abbellite da fiori e luci - pregando il Rosario, chiedendo per tutto il paese la benedizione della Consolatrice degli Afflitti. Che la Consolata continui a benedire questo piccolo paese, ricco di storia e di santità.

P. Giampaolo, imc, spiega l'icona della Consolata





La Consolata di Castelnuovo La Consolata di Castelnuovo Reviewed by Stefania Raspo on 01:30 Rating: 5

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