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MISERICORDIA nel cuore della serva di Dio Leonella Sgorbati

Ogni persona ha dei modelli di vita, figure che hanno lasciato un segno nel proprio cammino e che diventano esempi da seguire. Come famiglia delle Missionarie della Consolata, grazie a Dio ne abbiamo tante di queste donne esemplari che ci insegnano la via della Santità.
In questo Anno Santo della Misericordia vogliamo condividere alcuni di questi esempi luminosi, mettendo in evidenza l’esperienza della misericordia nella loro vita. Oggi è il turno di suor Leonella Sgorbati, serva di Dio, una suora missionaria della Consolata assassinata in Mogadiscio (Somalia) nel 2006, per la quale è in corso la causa di riconoscimento del martirio.

Suor Leonella si trovava in Somalia come formatrice e promotrice di una scuola per infermieri. Lo aveva desiderato tanto: dare la possibilità a giovani somali di prepararsi per aiutare la propria gente, vittima di un’interminabile guerra. Le suore vivevano scortate, e la loro libertà di movimento si riduceva agli spazi vitali: la casa e l’ospedale dove lavoravano, dall’altra parte della strada. Era stata una scelta pregata e riflettuta: rimanere accanto alla gente, anche a rischio della propria vita. Perciò la morte di suor Leonella non è stato un incidente imprevisto: tutti i giorni le suore rischiavano attacchi, ma tutti i giorni si decideva di restare. Le ultime parole sulla bocca di suor Leonella sono state: “Perdono, perdono, perdono”.



Quello che oggi vorrei sottolineare è che tutta la vita di questa missionaria, famosa per la sua gioia e per il suo dinamismo, è stato un donarsi a Dio e per il bene degli altri. Lo dimostrano tanti avvenimenti nella sua esperienza missionaria, per esempio il suo servizio di formazione di giovani infermiere: suor Leonella non si limitava ad un’assistenza a livello accademico, il suo interesse per la crescita integrale delle giovani arrivava là dove il suo cuore generoso intuiva una necessità. La stessa cosa si può dire nei confronti delle sue consorelle: sempre attenta al bene della persona, donandosi con generosità.



Ma dove prendeva tanta forza e tanto entusiasmo? Fin da giovane suor Leonella era attratta da Dio Amore: da novizia sempre chiedeva alla Maestra di parlare dell’amore di Dio. Un’esperienza forte e generatrice di vita, che non solo trasformava la sua persona, ma anche diventava sorgente e forza di donazione verso tutti.

Suor Leonella termina la sua vita con le stesse parole di Gesù sulla croce: “Perdono, perdono, perdono”. E’ l’apice della sua crescita e conformazione a Cristo. In questo Anno Santo, papa Francesco non smette di ripeterci l’importanza del perdono: dapprima, l’esperienza del perdono e della misericordia di Dio, e poi la capacità di perdonare gli altri e vivere riconciliati. Se suor Leonella ha saputo perdonare chi la uccideva, non è stato un caso, piuttosto il frutto di tutta una vita in cammino verso Dio Amore. 
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