Guarda, vedi, tocca, annusa, gusta la missione!

Una beatificazione in rete


La beatificazione di suor Leonella da un punto di vista diverso, fatto di legami invisibili che uniscono persone di tutte le parti del mondo.

Sono incaricata della comunicazione dei socials del mio Istituto e, anche se non ero in Italia, ero presente alla beatificazione attraverso i mezzi moderni, come lo smartphone e il portatile.
Il lavoro è iniziato almeno due mesi fa, con una collaborazione di equipe eccellente: suor Luz Mery, la nostra grafica, ha preparato belle immagini con pensieri di Leonella. E un mese prima dell’evento abbiamo iniziato a spargere a piene mani, a sua volta molte mani hanno raccolto e hanno sparso, cosicché era abbastanza usuale ricevere un pensierino di Leonella... decuplicato! Mandato e ricevuto di ritorno da almeno 10 persone!



E poi... si avvicinava il giorno, e noi dell’equipe Webmissio riflettendo su come dare una copertura web all’evento. Per di più, Luz e Sandra erano lì presenti a Piacenza, ma senza possibilità di connessione... Pensa che ti ripensa... l’idea: con un cellulare prestato mi avrebbero mandato foto ed io dalla Bolivia le avrei pubblicate sui socials e su Whatsapp a una lista di diffusione.

La prima prova è stata la veglia di preghiera in Torino, mercoledì 23: ero emozionata, ma pronta. Lo smartphone ha iniziato a suonare, vibrare... avevo paura che scoppiasse, ma ha retto. Andata! E poi gli amici dall’Italia: “Ma sei qui?? Non ti ho vista!!!” C’ero, ma in un altro modo.

pronta per la trasmissione dal Calvario.
Vi risparmio la foto delle 4.30 della mattina, ah ah ah
La vigilia in Rezzanello, venerdì 25: stavolta sono salita al Calvario e gestivo telefono e computer, decisamente più rilassata, anche se dopo tre ore, tra lavoro e vento, ero un po’ cotta. Ed ecco la magia: chi riceveva le notizie e foto, ha iniziato a mandarmi foto e informazioni da lontano: da Gibuti, Mongolia, Guinea, Colombia... spontaneamente, senza chiedere elemosina, abbiamo condiviso come nelle diverse parti del nostro mondo missionario si aspettava o viveva la Beatificazione. E così l’evento si è esteso in risonanze planetarie. L’attesa della Beatificazione nelle nostre comunità, e poi... il gran giorno.

Mi sono alzata alle 4.30 per assicurare la diretta social della Beatificazione. Mi sono messa il poncho per tenere a bada il freddo, una tazza di caffé vicina, e dai! Di nuovo copertura su tutte le reti. Sapevo che in Italia potevano guardare in streaming l’evento, ed ho comunicato per whatsapp e tutti i socials. Ma in America ho lasciato perdere perché, chi vuoi che si alzi alle 5 o 6 di mattina di un sabato??? Pliiin... “Stefania, c’è la possibilità di vederlo in internet?” chiedono dall’Argentina. Pliiiin.... domandano da Venezuela, e poi da Colombia. Tutti svegli per il gran evento! Alle 4, 5, 6 di mattina!

E poi, sapendo che la mia connessione non mi permetteva vedere l’evento, mi mandavano foto dello schermo del pc, o scrivevano le parole, o mandavano commenti vari. E nelle missioni che, come qui, non potevano connettersi in streaming, ma solo ricevere messaggi miserelli in whatsapp, godevano lo stesso con il poco che si poteva.
Ma chi non c’era in Piacenza??? Tutti eravamo lì, per gioire di questa sorella così tanto “missionaria della Consolata”. Grazie, Leonella, per unirci.


Una beatificazione in rete Una beatificazione in rete Reviewed by Stefania Raspo on 01:30 Rating: 5

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