Guarda, vedi, tocca, annusa, gusta la missione!

Straniero, che cosa sei? Meditazione natalizia

Uno dei vantaggi della vita missionaria è che ti dà la possibilità di sperimentare cosa significa essere straniero.     I mesi passano in fretta, e allo scadere del primo anno in Argentina (e ultimo, lo spero: voglio andare a Bolivia!!!!) si affaccia di nuovo la trafila buraocratica per rinnovare il visto.

E' un giorno piovoso, l'umidità - che a Buenos Aires è sempre alta - è al 110%, insomma... come essere immersi nel Rio de la Plata. Con suor Enza usciamo prestissimo per poter ottenere il numero, con il quale accedere al servizio dell'antecedente penale per immigrati. La fila è kilometrica, ma questo è normale e non ci spaventa. Fila, fila, fila... passano poliziotti che ci trattano più o MENO bene, spiegandoci cosa dobbiamo fare, ci controllano i documenti... Siamo europei, cinesi e un gruppo grande di latino americani, che dai tratti del viso sono della Bolivia o, comunque, della zona andina. Una ragazza piccolina e sorridente, che sta dietro di me nella fila, mi dice che viene dal Perù.

ragazzi e ragazze boliviani del gruppo di giovanile di suor Deborah a Merlo

Fila, fila... finalmente entro, pago la pratica, compilo un foglio, e aspetto alcuni minuti su una sedia. Ed è lì che rimango senza parole: ho davanti quattro impiegati, tutti con guanti di plastica, e uno persino con la mascherina sulla faccia. Proprio questo tipo è molto maleducato, fa mille domande al malcapitato di turno, e ha un tono di voce da ring di pugilato, più che da ufficio. E tutti, ripeto: TUTTI e quattro con i guanti di plastica perché devono toccare con le mani le dita di stranieri, per prendere le impronte digitali. Vietato il pelle a pelle con quelle cose che vengono nel loro paese...

Auguro a tutti, proprio a tutti di fare esperienza di essere stranieri. Perché magari non ci capita di dover usare guanti di plastica per non avere un contatto diretto con l'altro, ma barriere - anche solo nella nostra mente - ne creiamo a bizzeffe. Ognuno pensi in cuor suo come reagisce di fronte a uno straniero, a un diverso. Ci sono fior di studi antropologici che parlano di questo, all'università ne ho studiati tanti, soprattutto quelli del Prof. Remotti, ma niente ti purifica come l'essere veramente straniero ed essere trattato come tale. PROVARE PER CREDERE.

Scrivo questo post a metà di ottobre, ma il blog me lo pubblicherà il giorno di Santo Stefano, mio protettore, nel tempo del Natale. Tempo in cui celebriamo e ricordiamo che Dio stesso si è fatto straniero, facendosi uomo, e da uomo è stato straniero in Egitto, e poi come Galileo non era considerato di una razza buona. Grazie, Gesù il Nazareno, che ti metti in fila con noi, davanti all'edificio 3 di Migraciones, o davanti ad una Questura italiana...

Gesù Bambino avvolto in un aguayo boliviano, DIO CON NOI! 

Straniero, che cosa sei? Meditazione natalizia Straniero, che cosa sei? Meditazione natalizia Reviewed by Stefania Raspo on 01:30 Rating: 5

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