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Lo Spirito, i frutti e il sangue

L’anno liturgico cristiano segna apparentemente il calendario tradizionale andino. Dico apparentemente perché, nell’incontro plurisecolare della cultura quechua con la religione dei conquistatori, c’è stato un adattamento di date, che ha fatto coincidere feste cristiane e feste della religione tradizionale andina. Questo è il caso della festa di Pentecoste, che in quest’anno abbiamo potuto conoscere nei suoi diversi componenti.

Domenica 8 giugno: prevedevamo poca partecipazione alla Messa delle 9, perché già alle 7 la gente è partita per Vitichi, dove c’è la feria dello Spirito: i contadini portano i loro prodotti e generalmente barattano con altri prodotti. Dicono che la Messa dello Spirito è molto partecipata nel paese nostro vicino di casa (a soli 26 km di distanza). A Vilacaya arriva, infine, un numero discreto di persone, e molte portano i frutti della terra per farli benedire. Anche noi suore portiamo ai piedi dell’altare una zucca del nostro orto e qualche foglia di spinaci di nostra produzione, i più presentano granturco e patate, alimenti base della zona e prodotti tipici dei nostri campi. 

i prodotti davanti all'altare
Una signora arriva, a Messa iniziata, con un aguayo carico di  tutti i tipi di frutti della terra. A fine celebrazione, P. Emilio benedice tutti e tutto con l’acqua benedetta. E’ un gesto simile a quello che, dalle mie parti, si faceva il giorno del ringraziamento, a fine novembre, prima dell’inizio dell’inverno e a stagione di raccolta terminata, proprio come maggio e giugno in Bolivia coincidono con l’arrivo della stagione fredda.

Venerdì, 6 giugno: andiamo a Potosí per documenti, e ci troviamo la strada di accesso al Cerro Rico piena di lama, tutti adornati con fiocchi colorati. Sono moltissimi, belli e grandi. “E’ per la ch’alla dello Spirito”, dice una signora. Già ci avevano detto che per Pentecoste si immolano decine e decine di lama nelle miniere: il loro sangue ch’alla le gallerie dove, da 500 anni, i minatori estraggono l’argento.

i lama davanti a una cooperativa di minatori
Poco fuori Potosí, c’è il santuario al Signor di Manquiri: è lo Spirito Santo, molto venerato nella zona. Anche la città festeggia, con i divertimenti delle feste patronali e con un pan dolce rotondo, tipico del giorno: si dice che a Potosí ogni festa ha il suo pane speciale. Arrivando in città il giorno dello Spirito, abbiamo subìto gli effetti di Manquiri, con un ingorgo di pulmini fatale. Ma per quanto riguarda il Santuario e il pellegrinaggio notturno a piedi, ve ne parlerò in altra occasione, quando avrò la fortuna di andarci…


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