Guarda, vedi, tocca, annusa, gusta la missione!

Il mio (nostro) amico San Pietro

Sinceramente, non mi ricordo se ve l’ho già raccontato, ma la mia amicizia con San Pietro è particolarmente significativa. A parte la simpatia/empatia per la sua storia di uomo di fede, con i suoi alti e bassi e la capacità di ricominciare tipica di chi ama il Signore, tutto cominciò in Brasile, molti anni fa, quando una mamma catechista diceva che quando voleva fare il bucato, invocava San Pietro nella sua funzione di portinaio del cielo, e gli chiedeva di trattenere la pioggia, in modo che la roba stesa si asciugasse, e San Pietro le concedeva il favore, tanto che le vicine le chiedevano di intercedere per loro, quando dovevano lavare i panni!



Mi sono ricordata di questo simpatico episodio quando, nel 2012, mi trovavo in Comandancia Frías, nel Chaco Argentino. A duecento kilometri dalla strada asfaltata più vicina, quando dovevamo uscire dalla missione bisognava pregare che non piovesse, per poter viaggiare. Ho iniziato a invocare San Pietro e sempre ci ha concesso un buon viaggio, senza pioggia. Quale la sorpresa quando, arrivando a Vilacaya, me lo sono trovata come patrono della Parrocchia! Un amico mi stava aspettando nella mia nuova missione!

La festa di San Pietro è molto sentita nell’Altipiano andino, e questo si deve alla stretta relazione che la gente sente con i defunti, fatta di rispetto, dialogo e anche un po’ di timore per le anime di chi è morto recentemente. Quello che culturalmente si pensa, è che l’anima vaga nei luoghi della sua vita per un tempo prima di andare al Cielo, e questo incute paura nella gente che sente la loro presenza.


La festa del portinaio celeste, secondo il mandato di Gesù che ha dato a San Pietro le chiavi del Paradiso, significa per la gente un giorno in cui le porte del Cielo sono aperte e le anime (almitas, dice la gentes) possono accedere alla Vita Eterna. In un piccolo paesino come Vilacaya, si raccolgono circa 2000 intenzioni di preghiera per i defunti, perché ogni famiglia fa dire Messa per 10/15 parenti defunti. Pastoralmente parlando, a noi costa un braccio ogni anno, mentre annotiamo le intenzioni, ed economicamente significa un’ entrata per le parrocchie che devono arrangiarsi per andare avanti (non esiste l’otto per mille in Bolivia, e i sacerdoti non ricevono stipendio, devono guadagnarsi il pane celebrando Messe).

Quello che quest’anno mi ha colpito, in realtà, è qualcosa che va al di là della massiva preghiera di suffragio: è la devozione e fiducia che molte persone hanno dimostrato verso il Santo. Ben esposto nella navata, circondato di fiori e onorato con incenso, San Pietro ha accolto le preghiere dei suoi devoti. Suor Maria Elena è venuta in casa commossa, nel vedere una anziana signora che, davanti a San Pietro, pregava incessantemente, per di più di mezz’ora, chiedendo perdono e invocando il suo aiuto.

la devozione della gente
Anche dopo la processione, molte persone si sono avvicinate e con uno sguardo intenso e molta preghiera hanno presentato a Lui le loro intenzioni. Ci sono diverse famiglie che testimoniano come il Santo li aiuti nei momenti difficili e concede molte grazie. Martin e sua moglie, che hanno passato la festa l’anno scorso, sempre racconta tutte le grazie che riceve, non ultima la guarigione della figlia, proprio nei giorni della festa. Insomma, non sono la sola ad avere un amico tanto caro e fedele come San Pietro. Che Lui interceda con generosità verso la nostra gente, soprattutto i più indifesi e umili. 
Il mio (nostro) amico San Pietro Il mio (nostro) amico San Pietro Reviewed by Stefania Raspo on 01:00 Rating: 5

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